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LE ORME DELL’UOMO

Una grande Impronta dell'Uomo, i Ponti, questo è antichissimo: Il ponte prende il nome dal suo primo costruttore Lucio Fabricius, che lo realizzò nel 62 a.C. per unire la riva sinistra del Tevere all'isola Tiberina. Con una struttura in tufo e peperino rivestito di travertino, è lungo 57,30 m e largo 5,60 m. E' anche conosciuto come "ponte quattro capi" per due caratteristiche erme quadrifronti di Giano, collocate nel 1849 sui due parapetti. La leggenda racconta che i quattro volti rappresentano gli architetti che restaurarono il ponte, fatti poi decapitare da Papa Sisto V, Felice Perretti (1585-1590), per la loro condotta di vita poco esemplare. Nella torre Caetani, prospiciente il ponte, fu rinchiuso Urbano II, Ottone dei Signori di Chatillon (1088-1099), uno dei più grandi papi della storia della chiesa.

Una grande Impronta dell'Uomo, i Ponti, questo è antichissimo: Il ponte prende il nome dal suo primo costruttore Lucio Fabricius, che lo realizzò nel 62 a.C. per unire la riva sinistra del Tevere all'isola Tiberina. Con una struttura in tufo e peperino rivestito di travertino, è lungo 57,30 m e largo 5,60 m. E' anche conosciuto come "ponte quattro capi" per due caratteristiche erme quadrifronti di Giano, collocate nel 1849 sui due parapetti. La leggenda racconta che i quattro volti rappresentano gli architetti che restaurarono il ponte, fatti poi decapitare da Papa Sisto V, Felice Perretti (1585-1590), per la loro condotta di vita poco esemplare. Nella torre Caetani, prospiciente il ponte, fu rinchiuso Urbano II, Ottone dei Signori di Chatillon (1088-1099), uno dei più grandi papi della storia della chiesa.

Forse è meglio lasciar perdereil discorso del vecchio e del nuovo, si rischia di fare questioni di lana caprina, dipassare per conservatore. Meglio lasciar perdere e ammirare questa bellissima e antica macchina ancora funzionante per macinare il grano. I progettisti? i Designer ? Neanche a parlarne, quei formidabili Artigiani avevano altro a cui pensare. Riguardo al mulino, fù certamente una delle prime Orme dell'Uomo, che dal pestello passò alle macine ad acqua e a vento e cosi via via, in nome del Pane. Una curiosità, le massaie Etrusche usavano impastare la farina al dolce e suadente suono di un flauto.

Forse è meglio lasciar perdereil discorso del vecchio e del nuovo, si rischia di fare questioni di lana caprina, di passare per conservatore. Meglio lasciar perdere e ammirare questa bellissima e antica macchina ancora funzionante per macinare il grano. I progettisti? i Designer ? Neanche a parlarne, quei formidabili Artigiani avevano altro a cui pensare. Riguardo al mulino, fù certamente una delle prime Orme dell'Uomo, che dal pestello passò alle macine ad acqua e a vento e cosi via via, in nome del Pane. Una curiosità, le massaie Etrusche usavano impastare la farina al dolce e suadente suono di un flauto.

A volte tornando verso casatra i rumori del traffico cittadino, ripenso a quando le vie e le piazze erano silenziose non asfaltate e i rumori erano quelli delle carrozze e dei carri, per dirla alla Leopardi " Recavan il suon dell'ora". Carri agricoli e pagliai, ormai scomparsi soppiantati dai moderni trattori con rimorchio e dai capannoni. Cito Dostoievskj  che vivendo a Firenze e disturbato dal rumore dei carri, scrisse nell'Idiota - Ma il rumore dei carri che portano il pane all'umanità affamata, vale forse di piu della pace spirituale? -y

A volte tornando verso casa tra i rumori del traffico cittadino, ripenso a quando le vie e le piazze erano silenziose non asfaltate e i rumori erano quelli delle carrozze e dei carri, per dirla alla Leopardi " Recavan il suon dell'ora". Carri agricoli e pagliai, ormai scomparsi soppiantati dai moderni trattori con rimorchio e dai capannoni. Cito Dostoievskj che vivendo a Firenze e disturbato dal rumore dei carri, scrisse nell'Idiota - Ma il rumore dei carri che portano il pane all'umanità affamata, vale forse di piu della pace spirituale?

Le pannocchie o mais le conosciamo da circa 500 anni, quando furono scoperte con l'America, sono bellissime, se ne possono fare festoni splendidi, sfiziose pop corn eppoi la polenta, la buonissima polenta. Ma io de granoturco quasi diffido, primo perchè prende piede quello transgenico e perchè gira la voce che stà prendendo piede a scapito del grano essendo di coltivazione piu facile. Comunque io ricordo con nostalgia le sere trascorse attorno ad un fuoco, le pannocchie abbrustolite alla brace, gli amici che tiravano fuori una chitarra e si faceva tardi. Una sera, Nicola Crisci, maestro vinaio e medico degli ubriachi, con una pannocchia in una mano e una caraffa di vino nell'altra cominciò cantando: Le donne, i cavalier l'arme gli amori.......  era il 1972 stavamo sotto le stelle nelle colline di Fiesole

Le pannocchie o mais le conosciamo da circa 500 anni, quando furono scoperte con l'America, sono bellissime, se ne possono fare festoni splendidi, sfiziose pop corn eppoi la polenta, la buonissima polenta. Ma io de granoturco quasi diffido, primo perchè vendono quello transgenico e perchè gira la voce che stà prendendo piede a scapito del grano essendo di coltivazione piu facile. Comunque io ricordo con nostalgia le sere trascorse attorno ad un fuoco, le pannocchie abbrustolite alla brace, gli amici che tiravano fuori una chitarra e si cantava e si beveva tirando tardi. Una sera, Nicola Crisci, maestro vinaio e medico degli ubriachi, con una pannocchia in una mano e una caraffa di vino nell'altra cominciò cantando: Le donne, i cavalier l'arme gli amori....... era il 1972 stavamo sotto le stelle nelle colline di Fiesole

Il vino, un'orma millenaria, Dante lo indica addirittura come Figlio del Sole " Guarda il calor del Sol che si fà Vino - giunto all'umor che dalla vite cola" - questa meraviglia della natura è stato nobilitato, giustamente anche nell' Al di là sia pure nel Purgatorio. Nulla vieta però di pensare che in Paradiso i Santi bevitori ne parlino con nostalgia. A voler citare i versi dedicati al vino, non la finiremmo piu, vogli qui ricordare i primi due del Cantico dei Cantici  eccoli, " Mi baciò egli col bacio della sua bocca - I tuoi amori sono migliori del vino" .  Nè si può dimenticare che nella Bibbia il vino è citato oltre 80 volte senza dimenticare ciò che avvenne nell'Ultima Cena. Chiudo citando un proverbio toscano quasi biblico - A chi non piace il vino, Dio gli tolga l'acqua. -

Il vino, un'orma millenaria, Dante lo indica addirittura come Figlio del Sole " Guarda il calor del Sol che si fà Vino - giunto all'umor che dalla vite cola" - questa meraviglia della natura è stato nobilitato, giustamente anche nell' Al di là sia pure nel Purgatorio. Nulla vieta però di pensare che in Paradiso i Santi bevitori ne parlino con nostalgia. A voler citare i versi dedicati al vino, non la finiremmo piu, voglio qui ricordare i primi due del Cantico dei Cantici eccoli, " Mi baciò egli col bacio della sua bocca - I tuoi amori sono migliori del vino" . Nella Bibbia il vino è citato oltre 80 volte senza dimenticare ciò che avvenne nell'Ultima Cena. Chiudo citando un proverbio toscano quasi biblico - A chi non piace il vino, Dio gli tolga l'acqua. -

Il forno mi evoca un regno felice di cose semplicemente SEMPLICI e antiche  come il fuoco, il pane, la piadina, il latte, l'olio, le arnie e le altre cose rustiche e gentili meraviglie che ravvivano la vita, la fantasia e i nostri sogni.

Il forno mi evoca un regno felice di cose semplicemente SEMPLICI e antiche come il fuoco, il pane, la piadina, il latte, l'olio, le arnie e le altre cose rustiche e gentili; meraviglie che ravvivano la vita, la fantasia e i nostri sogni.

Semplici e antiche cose, un camino e una piadina, i proverbi ci accompagnano anche qui. - La pentola è pace della casa - A tavola si conosce l'uomo - Pan di un giorno vin di un anno - Formaggio, pane e pere è cibo da cavaliere - Dopo desinare non camminare,dopo cena con dolce lena

Semplici e antiche cose, un camino e una piadina, i proverbi ci accompagnano anche qui. - La pentola è pace della casa - A tavola si conosce l'uomo - Pan di un giorno vin di un anno - Formaggio, pane e pere è cibo da cavaliere - Dopo desinare non camminare,dopo cena con dolce lena

Vedendo questi panni stesi, tornano alla mente acuni vecchi proverbi che vi ripropongo con piacere.- Panno lavato attende il sole.- Caldo di panno non fà mai malanno - Vesti una colonna e ti pare na bella donna - la scimmia è sempre scimmia anche vestita di seta- Per i colori dei panni ho trovato questa - Il colore rosso e caffè fan bello anche chi non è.

Vedendo questi panni stesi, tornano alla mente acuni vecchi proverbi che vi propongo con piacere.- Panno lavato attende il sole.- Caldo di panno non fà mai malanno - Vesti una colonna e ti pare na bella donna - la scimmia è sempre scimmia anche vestita di seta- Per i colori dei panni ho trovato questa - Il colore rosso e caffè fan bello anche chi non è.

Siamo sotto una bella finestra ustica di una volta come se ne possono tovare in tutti i paesini,al mattino è uno sbandieramento di cuscini, trapunte e lenzuola.Qui si vede che ci toviamo in luogo silnzioso e che quindi il sonno è stato riposante. A meno che non sia stato dal pianto di un bambino oppure da un canto antico -  QUESTO E' ER VICOLETTO DE JER SERA.UESTA E' LA FINESTRA CHE PASSAI. TROVAI LA MIA BELLA CHE DORMIVA. LA PRESI PE LA MANO E LA SVEJAI

Siamo sotto una bella finestra rustica di una volta come se ne possono tovare in tutti i paesini, al mattino è uno sbandieramento di cuscini, trapunte e lenzuola. Qui si vede che ci toviamo in luogo silnzioso e che quindi il sonno è stato riposante. A meno che non sia stato agitato dal pianto di un bambino oppure da un canto antico - QUESTO E' ER VICOLETTO DE JER SERA.QUESTA E' LA FINESTRA CHE PASSAI. TROVAI LA MIA BELLA CHE DORMIVA. LA PRESI PE' LA MANO E LA SVEJAI

E dopo la porta le chiavi, per aprire case, stalle osterie, cappelle,cantine, uffici e prigioni. Dante fà dire  al poeta Piero delle Vigne - Ion son colui che tenne ambo le chiavi del cor di Federigo- Il serrare e disserare con questo oggetto era segno del'autorità e dela severità dei genitori e dei padroni che le chivi le tenevano ben strette, al contrario di oggi che quasi quasi si danno ai ragazzini per uscire la sera.

E dopo la porta le chiavi, per aprire case, stalle osterie, cappelle,cantine, uffici e prigioni. Dante fà dire al poeta Piero delle Vigne - Io son colui che tenne ambo le chiavi del cor di Federigo- Il serrare e disserare con questo oggetto era segno del'autorità e dela severità dei genitori e dei padroni che le chiaavi le tenevano ben strette, al contrario di oggi che quasi quasi si danno ai ragazzini per uscire la sera.

Questa bellissima porta è del 1500 ed è di una Famacia di Bormio, un tempo la porta era intesa anche come simbolo, porta della Giustizia, porta del Cielo eccetera, oggi invece è importante che sia robusta, ancor meglio se blindata e con serratura europea e con tanti saluti per i simboli

Questa bellissima porta è del 1500 ed è di una Famacia di Bormio, un tempo la porta era intesa anche come simbolo, porta della Giustizia, porta del Cielo eccetera, oggi invece è importante che sia robusta, ancor meglio se blindata e con serratura europea con tanti saluti per i simboli

Questo antico torchio vinario, mi è stato inviato dall'amico Etnas, ha circa 100 anni e si trova in una casa di Assergi.Il torchio vinario è una macchina fondamentale per l'enologia. Nel tempo ne sono stati costruiti vari modelli, ma tutti con lo stesso scopo: esercitare pressione. Questo tipo di torchio serve generalmente per spremere le vinacce dopo la fermentazione alcolica, cioè al momento della svinatura nella vinificazione di uve rosse, oppure per ammostare direttamente l'uva nel caso questa sia bianca.Al termine della torchiatura si smonta la gabbia del torchio, si inverte il senso dei saltarelli in modo da riuscire a svitare più agevolmente la chiocciola e si tolgono tutti i tavolati utilizzati nel processo, per consentire la rimozione del materiale residuo presente sul basamento e la pulizia del torchio in tutte le sue parti.

Questo antico torchio vinario, mi è stato inviato dall'amico Etnas, ha circa 100 anni e si trova in una casa di Assergi.Il torchio vinario è una macchina fondamentale per l'enologia. Nel tempo ne sono stati costruiti vari modelli, ma tutti con lo stesso scopo: esercitare pressione. Questo tipo di torchio serve generalmente per spremere le vinacce dopo la fermentazione alcolica, cioè al momento della svinatura nella vinificazione di uve rosse, oppure per ammostare direttamente l'uva nel caso questa sia bianca.Al termine della torchiatura si smonta la gabbia del torchio, si inverte il senso dei saltarelli in modo da riuscire a svitare più agevolmente la chiocciola e si tolgono tutti i tavolati utilizzati nel processo, per consentire la rimozione del materiale residuo presente sul basamento e la pulizia del torchio in tutte le sue parti.

La bellezza millenaria degli orologi, 4 splendidi esemplari italiani.  1. Abbazia (Bergamo)  2.  Breo di Mondovì    3. Torrazzo di Cremona    4. Arsenale di Venezia.  Due notizie, l'orologio sarebbe stato inventato dall'Archiatra di Verona Pacificus (776-884) ma tra i Maesti Orologiai ci fù anhe Papa Silvestro II, il quale quando era Monaco ne costruì esemplari bellissimi

La bellezza millenaria degli orologi, 4 splendidi esemplari italiani. 1. Abbazia (Bergamo) 2. Breo di Mondovì 3. Torrazzo di Cremona 4. Arsenale di Venezia. Due notizie, l'orologio sarebbe stato inventato dall'Archiatra di Verona Pacificus (776-884) e tra i Maestri Orologiai ci fù anhe Papa Silvestro II, il quale quando era Monaco ne costruì esemplari bellissimi

un esemplare monumentale  Marchigiano, ormai roba da museo.Eppure fà un certo effetto, ancora oggi, sentire per le vie di Roma il grdo: Arrotino che ci invita ad affiare coltelli e forbici, anche se il grido aiva dall'altoparlante, la mola è elettrica e l'arotino gira in automobile. Grido che era, Arrotino, a cui faceva eco Ombrellaio concoline e ombrelli accomodareeee, gente che veniva dai monti a guadagnarsi da vivere.

un esemplare monumentale Marchigiano, ormai roba da museo.Eppure fà un certo effetto, ancora oggi, sentire per le vie di Roma il grido: Arrotino che ci invita ad affilare coltelli e forbici, anche se il grido arriva dall'altoparlante, la mola è elettrica e l'arotino gira in automobile. Grido che era, Arrotino, a cui faceva eco Ombrellaio concoline e ombrelli accomodareeee, gente che veniva dai monti a guadagnarsi da vivere.

Sia intarsiate a regola d’arte, o di legno grezzo inchiodato, le culle hanno ugual valore di amore, cura e tenerezza per i bambini che ci dormono. Questa è in una modesta stalla, guardata dai grandi occhi della paziente mucca, e rievoca la mangiatoia-culla di Betlemme.. E’ sempre la “cuna fida” come rievoca Dante, attorno alla quale i padri e le madri trastullano i pargoletti cercando di tranquillizzarli e farli addormentare  magari cantando una vecchia ninna nanna che ogni regione ha sviluppato sia per i bambini buoni che per quelli piu vivaci.

Sia intarsiate a regola d’arte, o di legno grezzo inchiodato, le culle hanno ugual valore di amore, cura e tenerezza per i bambini che ci dormono. Questa è in una modesta stalla, guardata dai grandi occhi della paziente mucca, e rievoca la mangiatoia-culla di Betlemme.. E’ sempre la “cuna fida” come rievoca Dante, attorno alla quale i padri e le madri trastullano i pargoletti cercando di tranquillizzarli e farli addormentare magari cantando una vecchia ninna nanna che ogni regione ha sviluppato sia per i bambini buoni che per quelli piu vivaci.

Potete immaginare quanto mi piacerebbe scrivere con questo che è un Cimelio Manzoniano, ho scoperto, che il Manzoni  pensava piu ai bachi da seta che ai versi, proprietario teriero fù botanico e agrimensore conosciuto anche all'estero. Fù il primo ad importare i bachi da seta dal Giappone e l'Ortensia Cinese, iniziò la tsura di un trattato di vinicultua e una Nomenclatura Botaniaca, dei suoi contadini fù un padre. Caro il nostro Don alessandro Manzoni

Potete immaginare quanto mi piacerebbe scrivere con questo che è un Cimelio Manzoniano, ho scoperto, che il Manzoni pensava piu ai bachi da seta che ai versi, proprietario terriero fù botanico e agrimensore conosciuto anche all'estero. Fù il primo ad importare i bachi da seta dal Giappone e l'Ortensia Cinese, iniziò la stesura di un trattato di vinicultura e una Nomenclatura Botaniaca, dei suoi contadini fù un padre. Caro il nostro Don Alessandro Manzoni

Con argani come questo, conservato nel sottotetto di Santa Maria Maggiore a Bergamo, nel Medioevo si innalzavano grandi muraglie, torri e si costruivano Cattedrali. Il tutto avveniva con regole ben precise tramandate da padre in figlio e custodite gelosamente, ma anche descritte in libri segreti come il Quaderno di Villard de Honnecourt architetto francese del 1200 in cui si insegna a costruire macchine per sollevare pesi,, seghe ad acqua per tagliare i legni con cui armare le cupole.

Con argani come questo, conservato nel sottotetto di Santa Maria Maggiore a Bergamo, nel Medioevo si innalzavano grandi muraglie, torri e si costruivano Cattedrali. Il tutto avveniva con regole ben precise tramandate da padre in figlio e custodite gelosamente, ma anche descritte in libri segreti come il Quaderno di Villard de Honnecourt architetto francese del 1200 in cui si insegna a costruire macchine per sollevare pesi,, seghe ad acqua per tagliare i legni con cui armare le cupole.

Un maestro fabbro ferraio all'opera, uno che fà il "calzolaio dei cavall" cioè li ferra, forgiando il ferro e dandole la forma, un'arte antica che riassume la sapienza , l'impegno e il sudore dell'uomo. Un proverbio stravagante diceva-  cavallo bianco e donna bella non son mai senza martello - non si capisce bene cosa vuol dire, però è carino

Un maestro fabbro ferraio all’opera, uno che fà il “calzolaio dei cavall” cioè li ferra, forgiando il ferro e dandole la forma, un’arte antica che riassume la sapienza , l’impegno e il sudore dell’uomo. Un proverbio stravagante diceva- cavallo bianco e donna bella non son mai senza martello – non si capisce bene cosa vuol dire, però è carino

Con questa pagina vorrei fare un viaggio insieme a voi per scoprire attraverso l’osservazione delle cose che ci circondano, i sentimenti,

la storia, il lavoro, la vita dell’uomo.

In ogni oggetto c’è una parte della nostra vita, una impronta che le immagini qui pubblicate ci aiuteranno a ricordare. La culla, la scuola,

i giochi, i viaggi la fede, il lavoro e tanti altri oggetti saranno le impronte che ci aiuteranno a capire la vita dell’uomo che con le sue

“orm”  lascia un segno, una traccia spesso indelebile della sua presenza.

Sarò lieto di ospitare le vostre testimonianze ed inserirle in questo nostro  viaggio

4 commenti

  1. forte adria’……. forte
    un abbraccione


  2. Che belle cose hai fatto vedere….si il forno che bello che cibo buono ci usciva…..la culla nella stalla, forse era anche l’ambiente più caldo allora.
    Gli orologi che bella idea…Complimenti ciao lisa


  3. Bellissime immagini!!
    la finestra mi è piaciuta molto , ci ho giocato un pò…spero non ti dispiacerai..
    lascio qui una mia orma
    http://www.imagestime.com/show.php/408378_finestrarustica.jpg.html
    ciao


  4. COMPLIMENTI PER DOCUMENTI PER LA CULTURA E STORIA CHE AVETE RACCOLTO……….



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